lunedì 23 marzo 2026

SOUL OF CHOGOKIN - GX-68 - GAOGAIGAR [by BANDAI]

GAGAGA GAGAGA GAOGAIGAAAR GAGAGA GAGAGA GAOGAIGAAAAAAR


Provenienza: The King of Braves GaoGaiGar
Scala: No
Produttore: Bandai
Linea: Soul of Chogokin  
Anno di Produzione: 2014
Materiale: Die Cast, PVC, ABS
Altezza: 230 mm/260 mm

(Click sulle foto per ingrandire)

Tocca al Re dei Coraggiosi! Probabilmente l'unico Brave Robot in collezione (comprimari a parte), ma potrei sbagliarmi. 

E chi sono sti robot coraggiosi?
 
Come ben si sa, in base al "realismo", le serie robotiche sono state divise principalmente fra Super Robot e Real Robot.
 
Negli anni '90, però, Sunrise (insieme a Takara) decise di creare un filone definito Brave Robots, che riportasse in auge i vecchi super robot trasformabili, ma ammodernati per i tempi. 
 
In Italia di queste serie non è arrivato niente, che io sappia, al massimo modellini e giocattoli perché ovviamente il potenziale commerciale di tutto il filone Brave, fra mezzi trasformabili, comprimari, armi, robe che si combinano, potenziamenti, versioni diverse e chi più ne ha più ne metta è elevatissimo, e per quanto ovviamente tutte le serie abbiano il loro merchandise, qui si è spinto a tavoletta e anche del GGG si trovano molti giocattoli d'epoca (sigh, gli anni '90 sono ormai d'epoca). 
 
GaoGaiGar uscì nel 1997 e consta di 49 episodi (e una serie di OAV chiamata GaoGaiGar FINAL che chiude la storia) ed è di fatto l'ultimo esponente dei Brave realizzato da Sunrise/Takara.
 
Caratteristica chiave di queste serie è la senzienza del robot protagonista che collabora col pilota umano. Per quanto il GaoGaiGar di per sé non lo sia (o almeno non ricordo abbia il dono dell'eloquio), il leone che ne fa da nucleo, Galeon, ha volontà propria, come pure lo stuolo di robot comprimari che lo supportano.
A volte, viste le analogie, mi chiedo se pure i Transformers non possano ricadere sotto l'ala del genere Brave...
 
Comunque, fra i vari prodotti usciti negli anni, alla fine pure Bandai ha deciso di dare una rappresentazione del King of Braves nelle fila dei suoi SoC e siccome è l'unica serie del genere che abbia visto e mi è anche piaciuta, ho deciso a mia volta di farlo entare in collezione (si ringrazia l'amico AI-ROBOT). Ultimamente è una rarità che io compri un SoC, quindi dedichiamogli il giusto spazio.
 
E si parte dalla scatola:
 



Classico scatolone SoC di dimensioni generose, visto che si tratta di un mecha bello grosso.
Altrettanto classico il contenuto, con Bandai non si hanno sorprese:
 


Imballo di solido polistirolo con coperchio di cartone sigillato a coprire il tutto per i componenti principali, bustina con esaustivo libretto di istruzioni a colori e blister di accessori sul retro inserito in una sagomatura apposita.
 
Procediamo con ordine, partendo dal pezzo principale, il leone meccanico alieno GALEON:
 
 


è chiaramente un leone trasformabile e come tutti i suoi colleghi ha ste zampe posteriori che tradiscono la loro natura di bipede, ma anche io come posatore non sono stato proprio esemplare, avrei quantomeno dovuto sollevare il tallone. Però è molto fedele al design originale, pensato di partenza con il giocattolo in mente.
 
Galeon ha diverso metallo esposto al suo attivo distribuito, fra gambe, gomiti e corpo, lo sculpt come detto è fedele e ottimamente realizzato, idem per la colorazione, bella soprattutto la testa con i suoi elementi dorati.
 
La mobilità non è eccelsa, ma soddisfacente, laddove la testa può solo aprire e chiudere la bocca essendo agganciata al torace, la vita gira, la coda va su e giù e gli arti sono leggermente limitati, un po' per costruzione, un po', quelli posteriori, per la loro configurazione felina, resta comunque in grado di assumere pose convincenti e gradevoli:
 



Mi sono preso la libertà di porlo in equilibrio sul braccio della basetta, perché non ve ne sono di specifiche. Di fatto è una grossa carenza del modello (o meglio, di QUESTA versione base) non avere basette di sostegno se non per l'aereo, come vedremo. A questo hanno sopperito abbondantemente set di Option Parts successivi, ma non stiamo valutando quelli.
 
Devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito da Galeon, ha una bella dimensione e un discreto peso, non so come dirlo, ma... si sente che è un Soul of Chogokin.
 

La trasformazione in GAIGAR, che avviene nell'anime dopo l'unione col pilota Guy Shishioh, è molto semplice, braccia e gambe non hanno bisogno che di pochi passaggi, si gira il busto di 180°, si sistemano i pannelli della cintura e si porta la testa leonina sul petto, unico passaggio a cui prestare attenzione onde evitare sverniciature. Si estrae la testa ed è fatta.
 

 Bianco, oro e nero con dettagli arancioni e grigi (più un diadema verde), davvero molto elegante.
 



 
A parte la bella presenza e il peso, la posabilità risulta un po' limitata. La testa per esempio può solo ruotare sul suo asse, ma non inclinarsi in basso o in alto (a meno di non forzare il pannellino che la fa emergere), le braccia si estendono verso l'esterno, ma la rotazione è un po' limitata, anche se non ho capito se era un limite dovuto alla durezza dello snodo o costruttivo, nel dubbio non ho forzato. Il gomito a doppio snodo permette di superare senza problemi i 90°. Altrettanto non è permesso alle gambe che nonostante il grosso snodo si fermano all'angolo retto.
Il busto può ruotare, anche e principalmente per trasformazione, ma non è ammessa nessuna inclinazione né in avanti né all'indietro né di lato. Piuttosto è frequente far slittare per sbaglio il torso sul bacino in una delle due posizioni possibili (sempre per via della trasformazione). Anche belle resistenti e non troppo libere, dato che sono le stesse del GaoGaiGar e devono sostenere un po' di peso. Non mancano gli snodi a scatto, soprattutto negli arti inferiori. Poi polsi mobili e piedi inclinabili con range soddisfacenti.
 
Come buona tradizione Bandai, questa è la configurazione base in grado di trasformarsi senza stacca-attacca, ma che sacrifica l'estetica delle mani che devono avere un volume ridotto tale da incastarsi nell'incavo della zampa leonina. Mani che possono aprirsi, ma non molto articolate. Il pollice è indipendente, le altre quattro dita sono un blocco unico arcuato non proprio esteticamente piacevole per le pose a mano aperta.
 
Di contro possono essere sostituite con mani più grandi dalle pose statiche alle quali possiamo aggiungere un volto alternativo con un'espressione da battaglia:
  
 
Ecco quindi un po' di pose, purtroppo di nuovo tutte coi piedi piantati in terra:
 


 



L'ho detto e lo ripeto, davvero piacevole da maneggiare e "giocare", al punto che se facessero un'operazione simile a quella dello Zambot Ace, vendendolo da solo a parte, probabilmente al giusto prezzo lo ricomprerei.
 
Che poi, sarà anche il "robottino centrale della trasformazione", ma coi suoi 23 cm è davvero imponente accanto anche ad altri SoC:
 

E lo Zambot 3 non è proprio fra i più piccoli.
 
Mettiamo momentaneamente da parte il Gaigar e passiamo agli altri componenti della squadra, le Gao Machines:
 
 
STEALTH GAO
 
Come si evince dal nome è un bombardiere stealth a guida autonoma, ma che può essere anche pilotato come tutti gli altri veicoli. È l'unico componente per il quale è stata prevista una basetta di sostegno che a seconda della parte finale scelta permette pose diverse. Intanto ve lo presento in verticale perché è composto da tre parti:
 
 
 l'aereo e i suoi due reattori, che però nascondono un segreto: 


Sono in realtà gli avambracci del GaoGaiGar (si noti che sono diversi) e nascondono al loro interno le sue mani e una delle gimmick più fighe del modello, ma ci torneremo al momento giusto.
 
Gli sportellini sotto le ali dello Stealth Gao si aprono facendo fuoriuscire due pannelli dotati di binario in cui i motori possono inserirsi e fissarsi, dopodiché è pronto per l'esposizione.
 


Componente molto leggero, interamente realizzato in plastica nera con dettagli rossi dipinti.
Altro dettaglio il logo dorato in rilievo del GGG su un'ala:
 

Niente da dire sulla realizzazione, perfetto.
 
 
Come si vede, le paratie dorsali possono aprirsi inclinando i loro numerosi pannelli (serve dopo) e i lunghi sifoni sulla parte anteriore delle ali possono direzionarsi in basso e in alto.
Anche la cabina di comando è scolpita all'interno, ma nonostante vi siano presenti degli incavi che lasciano immaginare la possibilità di aprirla, io non ho trovato il modo. Sulle istruzioni non è riportato e nessuna foto del modello che abbia visto online ha la cabina aperta, per cui non tenterò oltre col rischio di lasciare segni indelebili sulla scocca. 
 
 
Avanti il prossimo:
 
 
LINER GAO
 
Classico treno sul modello degli Shinkansen. In confezione è diviso in due pezzi che vanni uniti tramite un apposito snodo:
 



Cabina trasparente, ruote funzionanti, bello pesantuccio perché continente i meccanismi in metallo di spalle e parte superiore delle braccia. Molto ben fatto, non c'è altro da dire se non che, quando non sono presenti binari sulla sua strada, può essere spostato agganciandosi allo Stelth Gao (in questo caso tramite quattro sportellini con un peg che si inseriscono negli incavi laterali vicini allo snodo centrale):
 

 
Ultimo, ma non per importanza: 
 
 
DRILL GAO 
 
Un veicolo corazzato dotato di trivelle e cingoli capace di avanzare su ogni tipo di terreno. A differenza degli altri, è l'unico che non è ispirato a un veicolo del mondo reale.
 
 


Anche qui le cose da dire non sono molte. Bel rosso metallizzato e cabine trasparenti, le trivelle ruotano e può essere diviso in due, ma principalmente per la trasformazione. Quelli che chiaramente sono i piedi del GaoGaiGar sono in metallo.
 
Menzione speciale per i cingoli di questo veicolo. Per la prima volta, che io ricordi, Bandai non ha usato dei cingoli in gomma o di plastica statici, ma dei veri e propri cingoli a maglie di plastica funzionanti, in grado di ruotare, anche se ci andrei cauto:
 

Comunque esteticamente davvero belli da vedere.
 
 
Abbiamo visto i componenti di questo Brave Robot e abbiamo visto che il Liner Gao può agganciarsi allo Stealth Gao, vediamo altre combinazioni intermedie prima di passare alla portata principale.
 

GAIGAR STEALTHGAO MODE:
 
 
Facendo scorrere verso l'esterno i due "carrelli" (chiamiamoli così) si crea uno spazio nel quale è possibile inserire uno specifico pezzo che consente l'aggancio del GaiGar allo Stealth Gao per questa configurazione volante:
 


Come si vede, anche le appendici sulle spalle si piegano all'indietro per entrare negli alloggiamenti del velivolo, di fatto però bloccando la rotazione delle braccia. Non è che si possano avere molte pose in questa configurazione, anche perché, di nuovo, la basetta assolve solo al compito di sostenere l'ingombrante zaino, ma i piedi restano ben saldi a terra.

 

GAIGAR DRILLGAO MODE:
 
 
Dividendosi e aprendosi posteriormente, le due metà del Drill Gao possono agganciarsi alle braccia del GaiGar per assumere questa configurazione:
 

Anche qui, purtroppo, il peso delle braccia non consente pose dinamiche di sorta se non un classico soldatino.
 
Combinando entrambe le cose, otteniamo senza molta fantasia la 
 
GAIGAR S.D. MODE:
 
Ovvero Stealth Drill Mode, quindi con ali sulla schiena e trivelle sulle braccia. Se già prima era impalato, ora lo è il doppio:
 

 
 
Possiamo finalmente passare, dopo tutte queste pseudo configurazioni intermedie, alla combinazione di tutti gli elementi: 


Nella serie la povera operatrice Mikoto Utsugi, fidanzata del pilota e responsabile del lancio delle Gao Machines, è anche l'addetta allo sblocco dei vari sistemi di armi e all'autorizzazione della trasformazione in GaoGaiGar su ordine del comandante. Ogni puntata deve spaccarsi la mano sulla sicura del pulsante di autorizzazione, una martire.
 
FINAAAAL FUUUUUUUUSION!
 

La trasformazione è abbastanza semplice, ma ricca di chicche. Bandai ha voluto rendere il più possibile fedele l'agganciamento a come avviene nell'anime.

Il bacino con tutte le gambe ruota di 180° portando i pannelli neri sul fronte del robot e trasformandoli nel gonnellino, le gambe si accorciano e raddrizzano e si collegano alle due metà del Drill Gao che nel frattempo si sono aperte per accogliere gli arti e hanno formato i piedi. Purtroppo, se ci si vuole fare caso, dagli spazi fra caviglie e piedi si possono notare gli artigli del GaiGar.

La testa del GaiGar si solleva e le spalle si sganciano ruotando di 180° all'indietro per lasciare la strada libera all'inserimento del Liner Gao. 


Liner Gao che come vede il buco ci si infila venendo bloccato dalla testa del robot che torna in posizione. Quello che però da qui non si vede è che l'inserimento del Liner Gao fa scattare un meccanismo che allarga i fianchi del GaiGar per dare un corpo più largo al GaoGaiGar:
 

Da dietro si nota meglio, la parte visibile sotto i gomiti e sopra il bacino si è espansa a destra e a sinistra con un movimento a scatto. Si noti che pure lo snodo delle anche è slittato verso il basso, passaggio effettuato in precedenza per dare maggiore altezza e mobilità al mecha finale. Si apre la parte frontale del bacino che funge da blocco, si fanno scorrere in basso le gambe e si richiude il pannello bloccando nuovamente l'articolazione.
 

Per farlo vedere mi tocca tenerlo girato... indovinate? Bravi, di 180°. Lo Stealth Gao si prepara all'unione, il pannellone della pancia si apre, fa uscire l'elmo del GaoGaiGar e poi collassa per lasciare lo spazio alle braccia del GaiGar.
 

L'unione avviene agganciando i cilindri di metallo sporgenti dall'interno delle spalle del GaiGar agli appositi spazi nello Stealth Gao. È anche previsto, ma non necessario, un ulteriore pezzo opzionale che si fissa anche in vita. Maggiore stabilità, ma appunto la perfect transformation è perfettamente ottenibile anche senza.
 
Viene completata la criniera di Galeon chiudendovi sopra i due "carrelli":

E si può passare alle braccia, il Liner Gao si estende mostrando gli snodi delle spalle e con una manovra a fisarmonica si fanno uscire le braccia del GGG:
 

Braccia i cui gomiti finiscono esattamente sopra i motori dello Stealth Gao, tenuti ancora in posizione dai loro binari. A questo punto avviene la magia (che però prevede di scoperchiare a mano i suddetti motori. Non si può avere tutto...):
 


L'avambraccio scorre all'insù sul proprio binario e nel fare ciò, il gomito spinge su un pannello e fa uscire la mano del GaoGaiGar RUOTANDO su se stessa in un avvitamento verso l'esterno. Un movimento che dura meno di un secondo, ma che fa urlare di meraviglia il bambino interiore. WOW.
 
Non resta a questo punto che la testa, il braccio rosso che sostiene l'elmo si collassa dietro il collo e aggancia la prima metà dell'elmetto:
 



Che poi si chiude per completare la fusione.
 
GAO! GAI! GAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAR!
 



Eccolo qui in tutta la sua possanza!
 
Anche in questo caso, sì belle le mani che escono dall'avambraccio e permettono il tutto in uno, ma piccoline e poco articolate. Bandai quindi include nel pacchetto delle manone da Gianni Morandi ben più proporzionate e incredibilmente articolate!
 
 
Come già per i cingoli a maglie, pure qui non ho memoria di mani così dettagliate e articolate in SoC precedenti (e dire che Bandai coi Gundam di mani così ne sforna giornalmente), ma magari sbaglio io. L'unico difetto che hanno è che sono piene di segni di sprue, ma per il resto permettono praticamente qualsiasi posa, paragonabili alle mani di molti combiner transformer di terze parti. Hanno anche lo snodo al polso che permette di inclinarle all'indietro:
 




Una sorpresa dietro l'altra questo modello.
 

La mobilità del GaoGaiGar non è delle più acrobatiche, visti i suoi ingombri. Le spalle possono ruotare permettendo di alzare le braccia al cielo, è presente uno snodo al bicipite, ma ai gomiti non si va oltre i 90°.
La testa può sorprendentemente ruotare a destra e sinistra per via del binario semicircolare presente sul braccetto rosso che regge l'elmo, il corpo a causa dello Stealth Gao è piombato sulla posizione eretta e diritta se non per angoli risicatissimi di rotazione.
Il gonnellino è molto mobile e posabile, ma per quanto la coscia possa estendersi e alzarsi, il resto della gamba è talmente ingombrante e lungo rispetto alla parte superiore che anche qua non si superano i 90°, ammesso ci si arrivi.
I piedi possono inclinarsi verso l'interno permettendo una base stabile d'appoggio anche a gambe larghe e possono piegarsi in avanti e all'indietro, anche se avrei preferito proprio qui uno snodo più forte per sorreggere il tutto. La struttura in metallo che regge tacco e punta ha un ratchet, il tallone ha un ratcher dedicato, ma la parte frontale del piede è un po' sul lato soft del ratchet e a seconda dell'inclinazione potrebbe cedere. Ma resta comunque molto stabile.
 
Il GaoGaiGar è destinato a pose molto stoiche anche vista la mancanza, di nuovo, di un qualsivoglia sostegno aereo.
 
 
Passiamo alle... all'arma inclusa nel set, il DIVIDING DRIVER



In scatola è diviso in due pezzi ovviamente da agganciare fra loro. L'avambraccio sinistro, dato che non può ruotare, va sganciato, ruotato di 90° in modo da avere il binario sull'estero e rimesso in posizione. Il Dividing Driver può a questo punto essere agganciato proprio sfruttando detto binario. Ha anche un'alcova che può ospitare la mano standard del GaoGaiGar, ma se si usano le manone allora vanno tolte perché non entrano in sede.
 
I cilindri di metallo sono ammortizzati.
 


Se già era ingombrante, ora poi raggiunge in questa posa l'altezza di 53 cm.
 
Il Dividing Driver poi non è di per sé un'arma, quanto uno strumento che piega lo spazio creando un'area di 10 Km dal punto d'impatto detta Dividing Field che dura mezz'ora e dove il GGG può lottare senza il rischio di causare danni collaterali a palazzi e persone. Crea un'arena, in sostanza, dove non possono essere fatti danni all'ambiente.
 
Per quel che riguarda altri attacchi, principalmente il GaoGaiGar è un mecha che nonostante la sua stazza imponente, va avanti a calci e pugni, inoltre può lanciare il proprio avambraccio destro rotante (il Broken Magnum), ma qui, again, mancano sostegni per pose con braccio volante.
 
Per attacchi più "seri" dovremo aspettare una prossima recensione, wink wink, ma in generale con altri set sono state date armi aggiuntive al limite del ridicolo.
 
Occupiamoci quindi direttamente dell'attacco finale... ma prima spieghiamo un po' di cose:
 
I nemici, gli Zonder, creano il mecha della settimana infettando un ospite umano che diventa il nucleo di una creatura fatta sulla base di veicoli terrestri o altre strutture che hanno a che fare con quella persona, quindi è prioritario salvare il malcapitato prima di distruggere il corpo del nemico.
 
Per far ciò il GaoGaiGar carica le proprie mani di potere...
 
 
HELL AND HEAVEN!! 
 

Che urlato così pare una roba.... e invece...
 
Poi le unisce con incredibile sforzo, come se i poteri si respingessero fra loro. Per far ciò ci serve un ultimo pezzo:
 

Le manone unite.
 
La criniera può essere piegata all'indietro per permettere alle braccia di portarsi in avanti e assumere la posa finale, gambe ben piantate a terra e braccia protese all'orizzonte nemico:
 
 

E poi? E poi? E poi il nemico viene investito dal solito conveniente vortice che lo tiene fermino al suo posto e il GaoGaiGar accende i reattori sul retro
  

lanciandosi in questa posa a tutta velocità contro il mostro, sfondandogli il petto, afferrando il nucleo e strappandoglielo via a mani giunte (per poi purificarlo e liberare la vittima).
 
BOOOOM. Sì, a sentirlo raccontare pare proprio una cazzata. Meno male che a una certa questo trucchetto non funziona più e si deve passare a ben più risolute maniere (credici). 
 
 
E questo è tutto! Che dire, Bandai è da molto che un po' per scelta di soggetti, un po' per scelte tecniche, un po' per prezzi è lontana dalle mie corde, ma ogni tanto qualcosa che mi interessa ancora lo trovo. GaoGaiGar è un prodotto solido e ben fatto a mio avviso, molto giocabile, imponente e con un feeling nostalgico per certi versi, sono davvero soddisfatto dell'acquisto.
Ci sono carenze accessoristiche, ma perché ovviamente tutto il resto è stato delegato a set opzionali successivi, che includono altre armi, altri mezzi, BASETTE ESPOSITIVE, che se uno si mette a comprare tutto deve praticamente dedicarci una collezione a parte.
 
Per ora mi sono concesso solo un altro pezzo che vedrete a stretto giro, in futuro si vedrà. Io aspetto ancora il Genesic GaoGaiGar. 
Sayonara, eroi coraggiosi!

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