Corri ragazzo laggiù PAPPARA...
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... vola fra lampi di bluuuu. Chi non l'ha letta cantando, mente. O è troppo giovane. Jeeg fa parte dell'infanzia di noi italiani di mezza età e, come Goldrake e Mazinga, ha profondamente segnato il nostro amore per i robottoni giapponesi. Però, come spesso accade, successo in Italia non significa successo in patria. Laddove di Mazinga Z ne vengono sfornati a ciclo continuo di ogni foggia e misura, altri mecha per noi fondamentali non ricevono la stessa copertura o varietà di modelli.
Di Jeeg ne esistono una manciata, fra CM's, Evolution Toys (entrambi lontane dai miei favori) e rivisitazioni varie. Oggi se ne contano un po' di più, ma sempre numeri contenuti. Possiedo la bellissima (a mio parere) versione SD di Fewture, ma ancora nella mia collezione latitava una rappresentazione fedele. E soprattutto Bandai non si è mai degnata di realizzarne un SoC (solo dello Shin Jeeg, ma non è la stessa cosa), nonostante promesse e progetti rimasti tali.
Nell'ormai lontano 2015, per rendere omaggio a questo robot a noi così caro e vista la fame per il soggetto, l'italico compatriota Nicola Sandrini, titolare del negozio Zonahobby.com e dell'azienda Zona Project, decise di realizzare un progetto tutto italiano per dare corpo a un Jeeg nostrano, nasceva così lo ZPRO-01, reso concreto attraverso la collaborazione con le aziende nipponiche HL Product (progettazione finale e dotazione) e Action Toys (produzione). Era perfetto? No, molti lamentavano una testa non molto somigliante, me ne interessai brevemente, ma non lo comprai.
Fastforward fino al 2025, sono passati 10 anni e Nicola Sandrini decide che è tempo di rimettere mano al modello riprogettandone certe parti (alcune per necessità, essendosi rovinati gli stampi originali), affidando ad Action Toys la ristrutturazione della testa e proponendo nuove colorazioni. Stavolta ero più ricettivo nei confronti di Jeeg e ho voluto supportare questa iniziativa, e quindi eccoci qui con la versione 2.0.
Di colorazioni ne esistono ben tre, una che richiama i colori del vintage Takara (padre di tutti i nostri micronauti magnetici), una speciale con i colori scelti dal canale I Robotti del Giornalista, ispirata alle tonalità cangianti di un poster d'epoca, e infine quella classica anime che interessava a me, con la variante che stavolta i colori sono opachi e non lucidi come con la prima versione. La colorazione opaca devo dire ha avuto un discreto ruolo nell'attirarmi in questo acquisto.
E cominciamo come sempre dalla scatola:
Al suo interno, il più classico dei polistiroli:
frontalmente, sollevato il coperchio, troviamo tutti i pezzi di Jeeg imbustati e incastonati in spazi appositi sagomati, come si vede sono presenti anche le trivelle e il bazooka.
Sul retro, invece, sono ricavati degli spazi che accolgono la basetta e i suoi componenti. Ovviamente c'è anche uno scarno foglietto di istruzioni.
Ecco qua tutti i pezzi principali di Jeeg, disposti a distanza sufficiente da non innescare un domino di agganci per via delle calamite abbastanza potenti. E se qualche pezzo è girato strano è colpa del campo magnetico.
Prima cosa ovvia che si nota: è tutto calamitato. Non è il primo e non sarà l'ultimo, del resto se si parla di Jeeg è questa la sua gimmick distintiva. Non sempre però è stato reso in maniera "anime perfect", ad esempio cambiando posto ad alcune calamite, o aggiungendo pugni sparanti e quindi rinunciando a quelle dei polsi, quando addirittura qualcuno ha direttamente deciso di realizzarlo non scomponibile.
Anche nel nostro caso, a voler fare i pignoli, si può trovare un "errore" (o una scelta fatta per non compromettere la stabilità del modello): i magneti che collegano i piedi alle gambe, almeno stando alla sigla, dovrebbero stare dalla parte del piede e non da quella della gamba, inoltre si può vedere che le caviglie sono state rinforzate con una sagomatura. Se questo è il prezzo da pagare per non vederlo rovinare a terra, bene venga, però mi chiedo se non si sarebbe potuto ottenere lo stesso risultato ribaltando la situazione. Non sono progettista, perciò mi fido.
Le parti in metallo, a parte ovviamente le calamite, sono il bacino, il petto e gli stinchi.
Le altre parti sono quelle opzionali:
Assembliamo la basetta:
E ora... BUILD UP!
Il modello è solido e piccolino il giusto, anche considerando che nel pantheon di mecha che conosciamo, è uno dei più svantaggiati in altezza con soli 11 metri. Le calamite fanno il loro lavoro, per ora, tenendo i pezzi stabilmente attaccati con forza fra loro, anche se bisogna stare attenti all'estestica delle ginocchia se non si vogliono avere piegate in direzioni strane. Evidenti, purtroppo, le scanalature sulle spalle necessarie per la posabilità delle braccia e un gran numero di viti a vista, che piacciono molto al Sandrini per sua stessa ammissione in un'intervista, quindi niente tappini.
La colorazione opaca, come dicevo, mi piace davvero molto, trovo i colori vibranti e azzeccati e stesi senza grosse sbavature percettibili, quindi sul lato estetico non ho davvero nulla da dire.
Anche la nuova testa riprogettata da Action Toys la trovo convincente, soprattutto rispetto alla versione 1.0. Lo guardo e per me è Jeeg. Poi chiaro tutto è perfettibile, ma con i cartoni animati di quegli anni è una battaglia persa dato che non c'è praticamente un frame uguale all'altro, la testa cambiava, le proporzioni cambiavano, i disegni di riferimento cambiavano...
Quello su cui posso avere da ridire senza dubbio, invece, soprattutto contando che per me in un modello è importantissima, è la posabilità. Sapevo quali erano i limiti del modello, che comunque anche se uscito l'anno scorso ha ormai 11 anni reali, e me li sono fatti andare bene, ma se devo parlare di questo aspetto non posso ritenerla che solo sufficiente. Un compromesso, senza dubbio.
Testa e collo sono separati, al contrario della versione precedente, il che permette una seppur limitata inclinazione all'indietro e in avanti. La parte gialla del petto e quella bianca sono anch'esse separate e quindi inclinabili fra loro. Le spalle, oltre ad avere uno snodo a cricchetto per ruotare verso l'esterno (quello della scanalatura) si agganciano su uno snodo libero a farfalla che permette una certa mobilità delle braccia rispetto al busto. Poco da dire su addome e bacino, essendo calamitati fra loro hanno la possibilità di ruotare entro certi limiti.
I problemi, dal mio punto di vista, vengono a galla quando si parla delle articolazioni maggiori, ovvero gomiti, ginocchia e anche.
I gomiti, per via delle calamite, non riescono ad arrivare nemmeno a 90°, il che per me è un grosso limite anche considerando le pose più iconiche di Jeeg.
Con un po' di fantasia e le giuste inquadrature si ottengono comunque buone pose, ma nella mia scala questo è un punto a sfavore:
(qui ho dovuto scambiare fra loro le spalle per non vedere le antiestetiche viti)
CORRI E VÀ, PER LA TERRA!
Per quel che riguarda le gambe (anche + ginocchia), la questione si fa più complicata.
Per ottenere un'inclinazione delle ginocchia che arrivi circa anche qui a 90°, deve essere rimossa una fetta di polpaccio agganciata magneticamente:
la rimozione del pezzo permette anche alla sfera del ginocchio di poter essere spostata all'indietro (altro cricchetto), utile per le pose in ginocchio.
Ecco una posa con le gambe leggermente più inclinate:
Per le pose in ginocchio vere e proprie, invece, si deve operare una sostituzione. È impossibile, così come sono, piegare le cosce in avanti dato che battono nel bacino, quindi bisogna staccarle e usare le apposite cosce sagomate che abbiamo visto insieme agli altri pezzi. Cioè, ne basta una, quella della gamba da mandare avanti.
Passiamo alle trivelle:
Belle sgargianti, ma ho una gran paura che quegli alettoni in plastica si rompano se cadono male...
Come si diceva, possono anche essere agganciate sulla schiena tramite un apposito zainetto che si incastra nei buchi sul retro di Jeeg:
Devo dire davvero una bella presenza messe così...
Infine tutto disposto sulla sua basetta:
Purtroppo non sono previsti altri accessori per questo Jeeg, non da parte di Sandrini quantomeno, per lui il progetto è un capitolo chiuso, quindi non avremo Pantheroid o set marini, terrestri e quant'altro, a meno che non venga l'idea di farli ad Action Toys o HL Pro. Chissà.









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